Consigli // Diritto penale // Generale

Carenze investigative nel procedimento penale: quando Procura e polizia indagano in modo unilaterale

Nel corso di un procedimento penale, la Procura e la polizia sono tenute ad accertare non solo le circostanze a carico, ma anche quelle a favore dell’indagato. Se omettono attività investigative che appaiono necessarie, può consolidarsi un quadro incompleto degli atti, con conseguenze sfavorevoli per la persona sottoposta alle indagini.

I punti essenziali

  • Ai sensi del § 160, comma 2, StPO, la Procura deve accertare sia le circostanze a carico sia quelle a discarico.
  • Le carenze investigative possono derivare, tra l’altro, dal mancato esame del luogo dei fatti, dalla mancata acquisizione di registrazioni video o dall’omessa valutazione di elementi di prova favorevoli all’indagato.
  • Anche dichiarazioni recepite senza un esame critico, traduzioni inesatte e fascicoli incompleti possono compromettere in modo significativo la difesa.
  • Di regola, l’indagato dovrebbe rendere dichiarazioni sui fatti soltanto dopo l’accesso agli atti e dopo aver consultato un avvocato penalista.
  • Dopo l’esercizio dell’azione penale, la difesa può sollevare, nella fase intermedia, obiezioni contro l’apertura del dibattimento.

 

Il dovere di obiettività della Procura

Il diritto processuale penale tedesco si fonda su un principio essenziale: la Procura non è soltanto l’organo che sostiene l’accusa, ma anche un’autorità investigativa tenuta all’obiettività.

Il § 160, comma 2, StPO stabilisce espressamente:

La Procura deve accertare non solo le circostanze a carico, ma anche quelle a discarico e deve provvedere all’assunzione delle prove di cui si tema la perdita.

Questo principio riveste una notevole importanza nel procedimento penale. La Procura non può limitarsi a cercare conferme a un sospetto di reato. Deve ricostruire i fatti in modo completo e approfondire anche le circostanze che depongono contro la responsabilità penale o contro l’attribuzione del fatto all’indagato.

Nella pratica della difesa penale, tuttavia, emerge ripetutamente che Procura e polizia non svolgono in ogni procedimento indagini con la stessa accuratezza in entrambe le direzioni. Ciò non significa che le indagini unilaterali costituiscano la regola. In molti procedimenti, le autorità investigative operano con attenzione ed equilibrio. Accade però che circostanze favorevoli all’indagato vengano approfondite troppo tardi, soltanto in parte o non vengano affatto esaminate.

Per l’indagato, le conseguenze possono essere rilevanti. Più il procedimento avanza, maggiore diventa normalmente la difficoltà di difendersi da un quadro probatorio già consolidato negli atti.

Che cosa si intende per carenze investigative nel procedimento penale?

Si parla di carenze investigative quando le autorità omettono, o svolgono soltanto in modo incompleto, attività di indagine evidenti, consentite dalla legge e rilevanti per l’accertamento della verità.

Può accadere, ad esempio, che il luogo dei fatti non venga esaminato, che le registrazioni video non vengano acquisite tempestivamente, che conversazioni in chat favorevoli all’indagato non vengano valutate oppure che le dichiarazioni della persona che ha presentato la denuncia vengano recepite senza un esame critico.

Per la difesa, tali carenze hanno un’importanza centrale. Ciò che non è stato accertato non può essere successivamente valorizzato con facilità a favore dell’indagato. Proprio per questo, un avvocato penalista deve verificare tempestivamente se il fascicolo sia completo e se la Procura abbia adempiuto anche al dovere di accertare le circostanze a discarico.

Quali sono le carenze investigative più frequenti nei procedimenti penali?

Nella pratica della difesa penale si osservano con frequenza determinati schemi. Le situazioni più comuni sono le seguenti:

1. Omesso esame del luogo dei fatti o mancata acquisizione delle registrazioni video

Quando l’accusa dipende dalle concrete caratteristiche di un determinato luogo, l’esame del luogo dei fatti può risultare decisivo. Ciò vale, ad esempio, quando occorre stabilire se fossero presenti determinati oggetti, se un certo svolgimento fosse materialmente possibile o se potessero essere rilevate tracce sul posto.

In tali casi, può essere opportuno disporre una perquisizione o un’altra attività investigativa prevista dal codice di procedura penale tedesco. Se tale attività non viene svolta, circostanze potenzialmente decisive possono rimanere prive di chiarimento.

La situazione è particolarmente problematica nel caso delle registrazioni video, poiché molti sistemi di sorveglianza conservano le immagini soltanto per un periodo limitato. Se le autorità non provvedono tempestivamente alla conservazione o all’acquisizione delle registrazioni, queste possono andare perdute in modo irreversibile. Per l’indagato, ciò può avere conseguenze particolarmente gravi quando le immagini avrebbero potuto scagionarlo.

La difesa dovrebbe quindi verificare tempestivamente l’esistenza di registrazioni video, tracce digitali, dati di localizzazione, messaggi, testimoni o altri elementi di prova favorevoli che devono essere conservati.

2. Valutazione insufficiente dei risultati scientifici e forensi

Le autorità investigative non sempre valutano i risultati forensi con la necessaria profondità. Ciò riguarda in particolare tracce di DNA, perizie tossicologiche, accertamenti medico-legali o altri dati di natura scientifica.

Un risultato negativo, ossia un esito che non coinvolge l’indagato, non può essere considerato frettolosamente privo di significato. Allo stesso modo, un dato apparentemente accusatorio non dovrebbe essere sopravvalutato senza un esame preciso della sua effettiva portata.

I risultati forensi devono essere sempre valutati nel contesto della specifica accusa. Non conta soltanto l’esistenza di un dato, ma ciò che esso dimostra realmente e ciò che, invece, non è in grado di provare. In questi casi, la difesa può dover acquisire un parere tecnico integrativo o chiedere che venga disposta un’ulteriore perizia.

3. Dichiarazione contro dichiarazione: mancata perizia sulla credibilità

Particolarmente delicati sono i procedimenti nei quali l’accusa si fonda essenzialmente sulla dichiarazione di una sola persona. Le situazioni in cui vi è una dichiarazione contro un’altra ricorrono soprattutto nei procedimenti per reati sessuali, lesioni personali, minacce o conflitti familiari.

In questi casi non è sufficiente limitarsi a riportare la dichiarazione della persona denunciante. Il giudice deve valutarne l’attendibilità con particolare attenzione. Deve considerare, tra l’altro, la costanza del racconto, il livello di dettaglio, eventuali motivi di risentimento o interesse, le contraddizioni, l’ampliamento progressivo delle accuse e il modo in cui la dichiarazione si è formata.

Ulteriori circostanze possono far sorgere dubbi sull’affidabilità della dichiarazione. Possono assumere rilievo, ad esempio, disturbi psichici, esperienze traumatiche, contraddizioni significative o indizi di influenze esterne. In tali situazioni può rendersi necessaria una valutazione specialistica della credibilità della dichiarazione.

Se, nonostante dubbi evidenti, non viene disposta una perizia, può sussistere una rilevante carenza investigativa. La difesa dovrebbe evidenziarla al più tardi nella fase intermedia del procedimento.

4. Recepimento della denuncia senza un esame critico

Un procedimento penale inizia spesso con una denuncia. La denuncia costituisce però soltanto il punto di partenza delle indagini, non il loro risultato.

Può accadere che le autorità riprendano quasi integralmente nel fascicolo la ricostruzione fornita dalla persona denunciante. Ciò diventa problematico soprattutto quando non vengono chiarite contraddizioni tra diverse dichiarazioni, ampliamenti successivi dell’accusa o possibili fonti di informazione esterne.

La Procura deve verificare anche come si sia formata una dichiarazione accusatoria. La persona denunciante ha parlato dei fatti con terzi? Aveva ricevuto informazioni in precedenza? Le sue dichiarazioni sono cambiate nel corso del procedimento? Vi sono interessi personali, conflitti o motivi che potrebbero averla indotta ad accusare l’indagato?

Tali questioni possono essere decisive per valutare l’attendibilità di una dichiarazione. Se le autorità non le chiariscono, la difesa può intervenire in modo mirato proprio su questi aspetti.

5. Dichiarazioni premature dell’indagato

Molti indagati ritengono di poter chiarire rapidamente l’accusa fornendo una spiegazione immediata. Soprattutto gli indagati innocenti avvertono spesso l’impulso di parlare subito con la polizia o con la Procura.

È comprensibile, ma può essere rischioso.

L’indagato ha il diritto di non rispondere. Questo diritto non costituisce un’ammissione di colpa, ma uno dei principali strumenti di difesa. Nessuno è tenuto a contribuire alla propria incriminazione. Di regola, una dichiarazione dovrebbe essere resa soltanto dopo aver esaminato integralmente il fascicolo e dopo aver consultato un avvocato penalista.

Anche spiegazioni fornite in buona fede possono comportare rischi: la polizia può fraintenderle, verbalizzarle in modo incompleto o inserirle in un contesto sfavorevole. Il rischio è particolarmente elevato quando l’indagato non padroneggia la lingua tedesca o non è in grado di valutare pienamente il significato giuridico delle proprie dichiarazioni.

Dal punto di vista della difesa, la regola dovrebbe quindi essere: nessuna dichiarazione prima di una consulenza legale.

6. Problemi di interpretariato durante gli interrogatori

Per gli indagati italiani che non padroneggiano adeguatamente il tedesco, la qualità dell’interpretazione svolge un ruolo decisivo. Una traduzione inesatta può modificare il contenuto di una dichiarazione e influire in modo significativo sull’ulteriore svolgimento del procedimento.

Nella pratica accade che gli interrogatori vengano condotti in un inglese elementare, sebbene né l’indagato né i funzionari conoscano la lingua con sufficiente sicurezza. Talvolta la polizia ricorre a persone che parlano la lingua, ma che non possiedono la necessaria precisione giuridica e linguistica.

I termini del procedimento penale devono essere tradotti con esattezza. Espressioni come Durchsuchungsbeschluss, ossia decreto di perquisizione, Beschuldigter, ossia indagato, Zeuge, ossia testimone, Aussageverweigerungsrecht, ossia diritto di non rispondere, o Pflichtverteidiger, ossia difensore nominato nei casi previsti dalla legge, hanno uno specifico significato giuridico e non possono essere resi in modo approssimativo.

Per le persone sottoposte a un procedimento penale in Germania che non padroneggiano il tedesco, una traduzione linguisticamente e tecnicamente corretta è indispensabile. Chi non comprende pienamente i propri diritti e la portata delle dichiarazioni rese non può esercitare efficacemente i propri diritti di difesa.

La difesa dovrebbe quindi verificare se l’informazione sui diritti sia stata corretta e comprensibile. Occorre inoltre accertare se fosse presente un interprete qualificato e se il verbale riproduca fedelmente quanto dichiarato.

Le incomprensioni linguistiche e giuridiche si verificano con particolare frequenza nei procedimenti penali transfrontalieri. In tali casi, il difensore dovrebbe non soltanto conoscere il diritto processuale penale tedesco, ma anche comprendere la lingua e il contesto giuridico del cliente. Solo così è possibile individuare e correggere tempestivamente eventuali equivoci.

Ulteriori informazioni sono disponibili nella sezione Diritto penale internazionale.

7. Accesso incompleto agli atti

Un altro problema ricorrente riguarda l’accesso incompleto agli atti. Il diritto di accesso al fascicolo previsto dal § 147 StPO riveste un’importanza centrale per la difesa. Senza conoscere integralmente gli atti d’indagine, il difensore non può valutare su quali elementi si fondi l’accusa e quali circostanze a discarico non risultino dagli atti.

Il fascicolo non comprende soltanto verbali di interrogatorio e relazioni di servizio. Possono essere rilevanti anche registrazioni video, immagini provenienti da bodycam, conversazioni in chat, messaggi vocali, copie forensi di dispositivi digitali, fotografie, perizie, fascicoli relativi alle tracce, atti allegati e altri file.

La Procura, in quanto autorità responsabile della fase investigativa, deve trasmettere al giudice un fascicolo completo. Anche il giudice deve verificare che siano presenti tutti i documenti rilevanti per la decisione.

Per la difesa ciò significa che il fascicolo deve essere esaminato con attenzione e nella sua interezza. Se mancano documenti, la difesa dovrebbe contestare l’incompletezza e chiedere che vengano acquisiti agli atti.

Perché è opportuno coinvolgere tempestivamente un avvocato penalista

Un procedimento penale rappresenta normalmente un notevole peso per la persona coinvolta. Non si tratta soltanto del rischio di una pena. Già la fase delle indagini può produrre conseguenze rilevanti: perquisizioni, sequestri, blocchi dei conti, conseguenze professionali, effetti sul diritto di soggiorno o revoca della patente possono incidere fortemente sulla vita dell’interessato.

Quanto prima interviene la difesa, tanto maggiori sono le possibilità di salvaguardare i diritti ed evitare errori. Un avvocato penalista può, in particolare:

  • chiedere l’accesso agli atti;
  • mettere al sicuro elementi di prova favorevoli;
  • sviluppare autonome linee investigative;
  • sollecitare ulteriori attività di indagine;
  • preparare una memoria difensiva scritta;
  • verificare eventuali errori commessi durante gli interrogatori;
  • adoperarsi per la chiusura del procedimento;
  • sollevare, nella fase intermedia, obiezioni contro l’apertura del dibattimento.

In molti casi, una presa di posizione scritta dopo l’accesso agli atti è preferibile a una dichiarazione spontanea resa alla polizia. In questo modo, la difesa può rispondere in modo mirato al contenuto del fascicolo ed evitare che affermazioni non ponderate vengano successivamente utilizzate contro l’indagato.

La fase intermedia: un’opportunità difensiva spesso sottovalutata

Dopo l’esercizio dell’azione penale, il dibattimento non inizia immediatamente. Il giudice deve prima verificare, nella fase intermedia prevista dai §§ 199 e seguenti StPO, se aprire il procedimento principale.

Ai sensi del § 203 StPO, il giudice apre il procedimento principale soltanto se ritiene che l’imputato sia sufficientemente sospettato di aver commesso il reato. Ciò significa che, sulla base di una valutazione provvisoria, una condanna deve apparire più probabile di un’assoluzione. Se tale presupposto manca, il giudice deve rifiutare l’apertura del procedimento principale ai sensi del § 204, comma 1, StPO.

La fase intermedia costituisce quindi un importante filtro. Ha lo scopo di evitare che una persona venga sottoposta a un dibattimento pubblico quando il sospetto non è sufficientemente fondato. Nella pratica, l’apertura del procedimento principale viene disposta frequentemente. Ciò nonostante, questa fase può rivestire una grande importanza per la difesa.

Dopo la notificazione dell’atto d’accusa, l’imputato ha la possibilità, ai sensi del § 201 StPO, di sollevare obiezioni contro l’apertura del procedimento principale. In una memoria di opposizione, la difesa può indicare in particolare quali attività investigative siano state omesse e quali elementi di prova non siano stati valutati o siano stati esaminati soltanto in parte. Da ciò può emergere che non sussista il sospetto sufficiente richiesto per l’apertura del procedimento principale.

Soprattutto in presenza di rilevanti carenze investigative, una memoria accuratamente motivata costituisce quindi un importante strumento difensivo. Consente di richiamare l’attenzione del giudice, prima del dibattimento pubblico, sulle lacune e sulle contraddizioni delle indagini svolte. Il giudice può quindi rifiutare l’apertura del procedimento principale oppure disporre ulteriori attività istruttorie ai sensi del § 202 StPO.

Indicazioni pratiche per gli indagati

Chi è destinatario di un’accusa penale dovrebbe prendere la situazione sul serio e agire in modo strategico. Dal punto di vista della difesa, sono particolarmente importanti i seguenti principi:

1. Non rendere dichiarazioni senza un difensore

Il diritto di non rispondere è uno dei diritti più importanti dell’indagato. Di regola, una dichiarazione dovrebbe essere resa soltanto dopo l’accesso agli atti e dopo una consulenza legale.

2. Chiedere tempestivamente l’accesso agli atti

Soltanto il fascicolo mostra quali prove siano realmente disponibili e quali attività investigative possano mancare. Di regola, l’accesso agli atti viene esercitato dal difensore.

3. Conservare gli elementi di prova favorevoli

Registrazioni video, conversazioni in chat, testimoni, dati di localizzazione o altri elementi di prova possono andare perduti. È quindi necessario verificare tempestivamente quali materiali debbano essere conservati.

4. Indicare in modo concreto le carenze investigative

Una critica generica non è sufficiente. La difesa deve spiegare con precisione quali attività non siano state svolte e perché siano rilevanti per la decisione.

5. Utilizzare attivamente la fase intermedia

Dopo l’esercizio dell’azione penale, la difesa può sollevare obiezioni contro l’apertura del procedimento principale. In presenza di indagini incomplete, questa fase può risultare decisiva.

Conclusione: le carenze investigative possono fare la differenza tra una condanna e un’assoluzione

Il § 160, comma 2, StPO è una disposizione centrale del diritto processuale penale tedesco. Il dovere della Procura di accertare anche le circostanze a discarico non costituisce una semplice raccomandazione, ma un obbligo previsto dalla legge.

Se la Procura o la polizia omettono attività investigative evidenti, le conseguenze per l’indagato possono essere significative. Proprio ciò che non è stato accertato può, in seguito, essere decisivo per stabilire la colpevolezza o l’innocenza.

Per questo motivo, la persona sottoposta alle indagini dovrebbe ricorrere tempestivamente all’assistenza di un avvocato. Un avvocato penalista può esaminare il fascicolo, rendere visibili le carenze investigative, conservare gli elementi di prova favorevoli e impostare la difesa in modo strategico.

Ulteriori informazioni sulla difesa nei procedimenti penali sono disponibili nella sezione Difesa penale. Le indagini economicamente complesse assumono frequentemente rilievo anche nel diritto penale commerciale. In tali casi è particolarmente importante sottoporre a un attento esame civilistico i danni asseritamente causati.

FAQ: Carenze investigative nel procedimento penale

1. La Procura deve acquisire autonomamente gli elementi di prova a discarico?

Sì. Ai sensi del § 160, comma 2, StPO, la Procura deve accertare anche le circostanze favorevoli all’indagato. Se un elemento di prova rischia di andare perduto, deve in linea di principio provvedere anche alla sua tempestiva conservazione. La difesa dovrebbe comunque segnalare il prima possibile gli elementi di prova concretamente favorevoli.

2. Che cosa devo fare se registrazioni video o conversazioni in chat possono scagionarmi?

Informate tempestivamente un avvocato penalista su dove si trovino le registrazioni o i messaggi e per quanto tempo resteranno disponibili. Le registrazioni video vengono spesso sovrascritte dopo un breve periodo. Anche i messaggi digitali dovrebbero essere conservati in modo da permettere di verificarne successivamente provenienza e completezza.

3. Dovrei rendere dichiarazioni alla polizia anche se sono innocente?

Anche una persona innocente non dovrebbe rendere frettolosamente dichiarazioni sui fatti. Un difensore dovrebbe prima esaminare il fascicolo. Soltanto dopo sarà possibile valutare se una presa di posizione sia opportuna e se debba essere presentata per iscritto o durante un interrogatorio.

4. Come si può verificare se l’accesso agli atti è completo?

Il difensore verifica, tra l’altro, se relazioni o annotazioni facciano riferimento ad allegati, video, registrazioni di bodycam, conversazioni in chat, perizie, fascicoli relativi alle tracce o altri file che non siano presenti negli atti trasmessi. Se emergono lacune, può chiedere che tali documenti vengano acquisiti o inviati.

5. Che cosa può fare la difesa nella fase intermedia in presenza di carenze investigative?

Dopo la notificazione dell’atto d’accusa, la difesa può, ai sensi del § 201 StPO, sollevare obiezioni contro l’apertura del procedimento principale. Può indicare lacune investigative concrete e spiegare perché non sussista un sospetto sufficiente. Il giudice può disporre ulteriori attività istruttorie oppure rifiutare l’apertura del procedimento principale.

6. Quando deve essere nominato un interprete durante un interrogatorio?

È necessario un interprete quando l’indagato non è in grado di seguire l’interrogatorio in tedesco con sufficiente sicurezza o di esprimersi in modo adeguatamente comprensibile. Non è decisiva la cittadinanza, ma la capacità della persona di comprendere con certezza l’informazione sui propri diritti, le domande e la portata delle proprie dichiarazioni.

7. Quando è opportuno rivolgersi a un avvocato penalista?

Un avvocato penalista dovrebbe essere coinvolto il prima possibile, idealmente non appena l’indagato viene a conoscenza del procedimento o riceve una convocazione della polizia. Prima di rendere dichiarazioni, è opportuno esaminare gli atti e valutare quale strategia difensiva sia più appropriata nel caso concreto.

Contatti

Se siete indagati in un procedimento penale o avete l’impressione che la polizia o la Procura stiano svolgendo indagini in modo unilaterale, è opportuno richiedere tempestivamente una consulenza legale.

Lo studio legale Barba & Partner Rechtsanwälte PartGmbB assiste e difende persone sottoposte a procedimenti penali tedeschi, internazionali e italo-tedeschi.

Contattateci qui oppure prenotate direttamente online un primo colloquio di consulenza.


I contenuti di questo articolo hanno carattere informativo generale e non sostituiscono una consulenza legale sul caso concreto.

Aggiornato al 30 giugno 2026. Il quadro normativo, la prassi delle autorità e la giurisprudenza possono cambiare.

Autore: Salvatore Barba, Rechtsanwalt (avvocato tedesco) e Fachanwalt für Strafrecht (avvocato penalista certificato), nonché Avvocato stabilito (Milano)

Contattateci subito!

Forniamo consulenza a livello nazionale! Richiedete oggi stesso un incontro introduttivo non vincolante.

Il vostro avvocato a Monaco

Forniamo consulenza a livello mondiale! Richiedete oggi stesso un incontro introduttivo non vincolante.

Siamo lieti di sostenervi come avvocati. Venite a trovarci nelle nostre sedi, a Monaco di Baviera o a Milano. Mettetevi in contatto con noi. Saremo inoltre lieti di accogliervi in videoconferenza tramite Google Meet.

Il nostro studio legale utilizza i più moderni mezzi di comunicazione, in modo che possiate ottenere un appuntamento virtuale con noi con breve preavviso, indipendentemente dal luogo in cui vivete. In questo modo, siamo in grado di agire per i nostri clienti in tutta la Germania e in tutta Italia.

Tags :

Consigli,Diritto penale,Generale

Share :